La Campagna del CoE

 

Il No Hate Speech Movement è una Campagna giovanile del Consiglio d’Europa per fronteggiare e combattere i discorsi di incitamento all’odio, mobilitando i giovani per difendere i diritti umani e la democrazia online e ridurre l’accettazione di discorsi di incitamento all’odio, segnalandoli, denunciandoli e offrendo valide contro-narrazioni.

È un movimento internazionale composto da Campagne nazionali attive in oltre 40 paesi che, insieme a partner europei e attivisti online, lavorano per attuare gli obiettivi e le priorità della Campagna del Consiglio d’ Europa.

La Campagna No Hate Speech Movement è coordinata dal Dipartimento Gioventù del Consiglio d’Europa dal 2012. Ha lo scopo di combattere il razzismo e la discriminazione online, mobilitando i giovani e le organizzazioni giovanili per riconoscere  le violazioni dei diritti umani e agire nella maniera più opportuna. Il progetto si basa sulla partecipazione dei giovani e sulla cogestione. È stato avviato dai rappresentanti dal Joint Council on Youth, organismo che mette insieme rappresentanti dei giovani dal Advisory Council on Youth e rappresentanti governativi della gioventù dallo European Steering Committee on Youth. L’iniziativa è quindi realizzata dai giovani con il sostegno di istituzioni e organizzazioni non governative giovanili.

Dopo una prima fase, durata dal 2013 al 2015, la Campagna è stata prolungata fino alla fine del 2017 come parte del Piano d’azione del Consiglio d’Europa sulla lotta contro l’estremismo violento e la radicalizzazione che conduce al terrorismo. Inoltre, la Campagna contribuisce all’implementazione del piano d’azione per la costruzione di società inclusive ed alla strategia del Consiglio d’Europa sulla governance di Internet, che auspica lo sviluppo di un ambiente online accessibile, inclusivo, sicuro e accogliente.

 

  • Una campagna per i diritti umani online

La Campagna è disegnata per promuovere la libertà di espressione online fornendo uno spazio sicuro affinché le persone possano esprimersi liberamente senza paura dell’odio.

La Campagna cerca di ridurre i livelli di accettazione dei discorsi di incitamento all’odio, online e offline. Combatte l’incitamento all’odio in tutte le sue forme, comprese quelle che colpiscono maggiormente i giovani, come il cyberbullismo e il cyber-odio. La Campagna si basa sull’educazione ai diritti umani, sulla partecipazione dei giovani e sull’alfabetizzazione mediatica.

La Campagna opera principalmente sulla piattaforma online www.nohatespeechmovement.org  dove chiunque può aggregarsi, creando un account, e condividere risorse ed esperienze. La piattaforma ospita anche l’Hate Speech Watch, uno strumento online per la segnalazione, il monitoraggio e la formazione sull’incitamento all’odio. Fornisce inoltre informazioni sui meccanismi nazionali di segnalazione.

La Campagna si realizza anche mediante attività offline, come corsi di formazione, seminari, conferenze, eventi giovanili, festival e flash mob, mettendo in evidenza l’importanza di coinvolgere le comunità scolastiche e gli operatori che lavorano con metodologie non formali in materia di educazione e Youth Work.

 

  • Gruppi target

I principali gruppi target della campagna sono il pubblico in generale e gli utenti di Internet, con particolare attenzione rivolta ai giovani utenti. L’approccio verso ciascun gruppo target può essere riassunto come segue.

  • Gli attivisti online sviluppano strumenti pratici e contro-narrazioni all’incitamento all’odio; possono fare rete e ricevere supporto e riconoscimento.
  • I giovani e il pubblico in generale, sensibilizzano gli utenti sulla prevaricazione dell’odio e sui rischi che esso comporta per i diritti umani e le società democratiche. Essi possono sostenere la campagna, denunciare l’incitamento all’odio e difendere i diritti umani online.
  • Le vittime di incitamento all’odio ricevono riconoscimento e sostegno; possono essere incluse nella Campagna come partecipanti con un’esperienza particolarmente rilevante.
  • Gli autori di discorsi di incitamento all’odio sono destinatari di pratiche alternative per esprimere il proprio malcontento astenendosi da narrazioni che incitano d’odio. Le loro espressioni d’odio sono denunciate, possibilmente segnalate e conto-narrate.